Passopisciaro

Eventi

Sciaranuova Festival

Un teatro naturale nel cuore dei vigneti, nei luoghi dove nascono i vini del Vulcano, per coniugare il mondo del vino e quello dello spettacolo: per la prima volta in Sicilia,  Planeta trasforma la Vigna in Teatro, ricavando un proscenio tra quelli che un tempo erano i terrazzamenti utilizzati per la coltivazione della vite e sfruttando come quinte le montagne, la lava e i pini secolari.

Cinque appuntamenti con il teatro e il vino, cinque occasioni per godere della magia dell' Etna sotto il cielo d'estate, cinque spettacoli di grandi artisti siciliani che raccontano la loro terra con intensità e passione, daranno il via a questo nuovo progetto, che nasce a pochi passi dalla cantina di Feudo di Mezzo, tra i vigneti di Sciara Nuova, e il vecchio palmento filologicamente restaurato ed adibito a sala degustazione.


“Sciaranuova Festival” prenderà il via il 25 luglio con lo spettacolo Ancestrale di Goliarda Sapienza” di Paola Pace, che è anche il direttore artistico del Festival. L'1 agosto arriverà Paolo Macedonio con Un fulmine a ciel sereno, mentre l'8 agosto ci sarà Etta Scollo in concerto. Il 15 agosto è atteso invece il grande maestro Mimmo Cuticchio con Tradimento di Gano e morte di Gattamugliere. Il Festival si chiuderà il 22 agosto con Lucia Sardo e il suo La madre dei ragazzi.

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Storie

Vini Scirto. Una storia

Giuseppe Scirto aveva 5 anni quando per la prima volta, all’inizio delle vacanze estive, la sua mamma lo accompagna con la sua valigia alla stazione della circumetnea di Randazzo affidandolo al bigliettaio. Pochi chilometri sul trenino a gasolio che tutt’oggi lentamente viaggia intorno al vulcano per collegare i piccoli centri etnei. Il bigliettaio della circumetnea sa che Giuseppe deve scendere a Passopisciaro, lì c’è Don Pippino che aspetta il nipotino per trascorrere le giornate estive insieme nella vigna. Fino alla vendemmia Don Peppino, con l’aiuto di Giuseppe, tutti i giorni vanno in vigna e poco al giorno, nel tempo scandito dalla sirena, portano avanti i lavori di stagione. Dopo la sirena delle 16.30 il riposo diventa produttivo: si rientra in casa, e ripuliti dalla finissima polvere della vigna ci si ritrova alla piazzetta di Passopisciaro, nodo nevralgico del traffico locale. E’ il luogo in cui il viandante sceglie la direzione: Messina, Troina o Catania. Le direzioni sono incise su tre lastre di pietra bianca incastonate su una colonnina di nera pietra lavica ” ‘a culonna”, è così che la chiamano a Passopisciaro. La posizione è strategica. Qualunque sia la meta del viaggio il passaggio dalla “Culonna” è passaggio obbligato, come obbligata diventa la sosta del viandante per comprare ” ‘u vinu d’o Passupisciaru“. Era proprio alla Culonna che Don Peppino e Giuseppe passavano i pomeriggi a riposare la schiena e a vendere il vino ai passanti. All’ombra delle case in pietra lavica, seduti su un gradino i caldi pomeriggi di apparente ozio, rappresentavano la commercializzazione del prodotto del lavoro dell’anno prima.

Dopo la scomparsa di Don Peppino il percorso era naturalmente segnato. Giuseppe continua a lavorare la vigna come ha imparato dal nonno, alla colonna adesso va a bere l’acqua, e il suo vino, bianco e rosso, lo imbottiglia. Il nome bianco che si legge in etichetta è “Don Pippinu” mentre il rosso si chiama ” ‘A culonna ”.

Li ho bevuti. E nel calice ho sentito i profumi intensi di una storia vera; ho visto i colori di una vita semplice, ho percepito la longevità di una cultura tramandata attraverso i gesti;

Accanto a Giuseppe adesso c’è Valeria, che lo segue in vigna e lo supporta tutti i giorni. A Valeria mancano pochi esami per completare i suoi studi in lingue, ma la sua priorità oggi non è la laurea ma stare in vigna accanto a Giuseppe. Insieme lavorano le vigne del nonno, vigne di oltre 80 anni coltivate ad alberello e suddivise in piccoli appezzamenti sparsi fra Passopisciaro e Randazzo. Sperano di vendere tutto il vino Giuseppe e Valeria, perché non sopportano di vedere vigne abbandonate e non gestite; vogliono comprarle, “perché sennò è peccato.”